Tipologie di logo professionale

Hai scelto di avere un logo ma non hai idea da dove iniziare?

In questa pagina cercherò di spiegarti le principali differenze di tipologie di logo e quando si dovrebbero usare.

Logo Mascotte

Se state pensando di creare un fumetto di fantasia associato al vostro business, questa è la soluzione giusta perché questa tipologia di logo rafforza l’identità di un marchio, aiuta a sviluppare più velocemente la diffusione dei prodotti e aiuta a presentare linee di marketing più efficaci.

Esempio: Chiquita, KFC, Lego, McDonald’s, Pringles.

Logo pittorico (Brandmark)

Solo un’immagine dell’azienda. Esempio: Apple, Lacoste, Pepsi, Shell, Twitter.

Viene fatta questa scelta con l’intento di creare un’influenza visiva tra logo e pubblico poiché il nostro cervello interpreta in maniera più efficace un’immagine di un testo.

Il risvolto della medaglia è che il logo dovrà comunicare in maniera persuasiva il concetto dell’azienda.

Logo Emblema

Questa tipologia di logo è simile al marchio combinato (logo e testo) con la sostanziale differenza che i due elementi non sono separabili e quindi è difficile perseguire 2 linee di marketing.

Esempio: Ford, Harley-Davidson, MasterCard, UPS, Volkswagen.

Logo combinato

La creazione di questo logo è la combinazione di un logotipo e un pittogramma. Questa tipologia di logo è utile se l’azienda ha l’esigenza di scomporre il proprio logo in 2 versioni in maniera tale da creare due linee di marketing parallele pur rimanendo riconoscibile dal logo iniziale.

Esempio: Algida, Adidas, Huawei, NBC, Nike.

Logo Testuale o tipografici (Wordmark)

Il logo testuale è la soluzione più semplice di logo perché viene usato solamente e interamente il testo del nome dell’azienda. Questa tipologia di logo trasmette semplicità, concretezza e affidabilità ed è per questo che risulta essere la soluzione ideale per le fasi iniziali di nascita dell’azienda.

Esempio: Continental, Fedex, Google, Jeep, Kellogg’s.

Logo Monogramma (Lettermark)

Il monogramma è un logo testuale dove il concetto principale è evidenziare le iniziali della società e non il nome completo. Viene usato principalmente quando il nome è troppo lungo e difficilmente utilizzabile nel marketing. La riduzione del nome, renderà più facile il riconoscimento e quindi avrà maggiore impatto nel mercato.

Esempio: Chanel, Fendi, Gucci, Louis Vuitton, Tiger Woods.

Tecnica della costruzione di un logo seguendo la serie di Fibonacci

Ti è mai capitato di sentire da qualche parte le parole “sezione aurea”, “rapporto aureo”, “proporzione divina”, “numero aureo”, “costante di Fidia” o “proporzione divina” e ti sei chiesto cosa significassero?

Ti spiegherò il motivo per il quale questo argomento dovremmo conoscerlo tutti.
La sezione aurea è sicuramente la proporzione (non formula) matematica più interessante e affascinante perché permette di realizzare i nostri progetti (musicali, artistici, grafici, etc) in armonia e senso estetico con la natura, questo perchè il nostro cervello riesce a percepirla come concetto di perfezione.

Esso viene rappreesntato con queste proprietà:
– si chiama phi;
viene rappresentato con il simbolo Φ;
il suo valore è : 1,6180339887498 …..;

Mi spiego meglio:

spesso ci capita di avere le misure di un oggetto e ci poniamo il problema di trovare quelle che esteticamente stanno meglio insieme. Ecco che ci viene in aiuto l’applicazione del concetto della sezione aurea, basata su osservazioni fatte già nei tempi più antichi. Il valore di questo rapporto ideale tra le due misure è una costante: 1.618 (arrotondato).
Quindi, se ad esempio abbiamo un rettangolo di 100 x 60 cm, e vogliamo crearne un altro più grande che sia esteticamente perfetto con il primo, bisognerà moltiplicare 100 x 1,618 e 60 x 1,618 e otterremo il nuovo rettangolo di 161,8 x 97,08 cm. Se abbiamo un quadrato di 100 x 100 cm e vogliamo crearne un altro più piccolo del primo, bisognerà dividere 100 : 1,618 e otterremo il nuovo quadrato di 61,8 x 61,8 cm.

La sezione aurea si intreccia con un altro concetto matematico: la serie di Fibonacci. È una successione di numeri dei quali ogni numero è la somma dei due precedenti.   0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13 …. La serie di Fibonacci, fu studiata da Leonardo Pisano per osservare la crescita di un’allevamento di conigli ed espose la sua teoria:
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Tecnica dello spazio negativo

Logo creati con la tecnica dello “spazio negativo”

Per creare un logo originale, oltre che alla tecnica della legge di Fibonacci, possiamo fare ricorso ad un altro metodo, nel quale viene fatto uso degli spazi negativi.
Esistono due metodi:

Il PRIMO consiste nel creare forme senza contenuto che sono all’interno della forma iniziale già creata, di conseguenza sono forme che sottraggono contenuto, ecco perchè chiamate “spazi negativi”.
Il SECONDO è aggiungere forme al contenuto iniziale così da avere un’immagine finale che contiene due messaggi.

L’uso di questa tecnica permette di creare contenuti che normalmente a seconda delle persone, non vengono colti alla prima visione ma dopo una attenta analisi del logo diventerà un valore aggiunto.
Può capitare che si debba vedere il logo più volte per scoprire questo contenuto “nascosto” o “aggiunto”, perché non sempre viene percepito, ma quando riuscirai a scoprirlo capirai il valore assoluto di questo metodo.